Rassegna stampa

Lucido

“Con grande misura ed intelligenza Jurij Ferrini firma una regia dal tratto leggero, rispettosa di una scrittura da scoprire scena dopo scena, sogno dopo sogno, incubo dopo incubo: l’esperienza insegna come in questi casi sia molto forte il rischio di “deragliare” dal testo, di uscire da quelle linee guida, volutamente appena abbozzate, che non devono mai esser perse di vista. In questo i quattro interpreti assolvono a pieno la loro missione, dando vita a due ore filate di un racconto amaro ma sempre sostenuto con toni da commedia ed humour nero; al netto di un epilogo che registra l’ennesimo rimescolamento di carte, con lo spettatore messo di fronte ad un inimmaginabile ordine delle cose, convinti e sinceri sono gli applausi tributati al versatile Jurij Ferrini, come ad Agnese Mercati, una Lucrezia di spietata determinazione nei suoi propositi di vendetta, passando per il Luca di Federico Palumeri, alienata incarnazione di giovane che proietta le proprie insicurezze in scenari del tutto immaginati. Citazione a parte merita Rebecca Rossetti, semplicemente perfetta nel ritratto, dalla grande maturità scenica, di madre svampita e credulona, eterna bambina nel corpo di donna dalla e nella cui fervida immaginazione tutto parte e tutto ritorna.”

(Roberto Canavesiwww.teatroteatro.it)


“La vicenda assume i contorni deformati di una telenovela sudamericana, ma l’efficacia della scrittura di Spregelburd si concretizza nel delicato equilibrio tra humour nero e guizzi brillanti […]. Lucido non è solo il titolo della pièce ma soprattutto l’atteggiamento che il regista Jurij Ferrini (che si ritaglia anche un doppio, quanto enigmatico, ruolo di attore) assume nella direzione dei propri compagni di palcoscenico. 
Rebecca Rossetti risulta altamente credibile nel ruolo di una donna emotivamente fragile e madre troppo apprensiva, che però ostenta fermezza nell’eloquio e nella modalità di prendere possesso della scena. Federico Palumeri, nel ruolo di Luca, fa da specchio al personaggio della madre in tutti i sensi: una volta assunta una direzione interpretativa è in grado di sorprendere il pubblico, per mantenendosi coerente per tutto lo spettacolo. A non tradire il proprio ruolo a livello interpretativo è soprattutto Agnese Mercati, nei panni di Lucrezia, la sorella maggiore, che sembra continuare a condizionare le scelte dei suoi familiari.”

(Roberto Mazzonewww.lanouvellevague.it)